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lunedì 5 gennaio 2015

"al mio segnale, scatenate l'inferno"

VOL. 6


Quando si parla di luogo di lavoro, capita di paragonarlo al più buio degli incubi, magari all'inferno. Per fortuna non è sempre così, ma se ci scrivo su... qualcosa vorrà pur dire. 
A tutti piacerebbe fare il lavoro della propria vita, rilassante, pieno di soddisfazioni, ma soprattutto in completa armonia con chi ci sta attorno. Ecco... spesso sta qui l'inghippo. Le relazioni professionali hanno un impatto significativo sul nostro lavoro e sulla nostra personalità. 
Forse le differenze d'età, forse quelle di sesso, forse più probabilmente quelle intellettive. Non fraintendetemi, non parlo di gente stupida piuttosto che intelligente. Parlo solo di comportamenti obiettivamente discutili. Sarà capitato anche a voi (non sto citando la Mina!), di trovare un collega... come dire... fortemente ostile! Il termine più corretto sarebbe testa di c***o, ma sarebbe un eufemismo e soprattutto non differenzia le varie tipologie. Se siete sfortunati davvero, potreste trovare più elementi dello stesso genere, nello stesso ambito lavorativo. Questo mix è senza dubbio letale, ma spesso si riesce ad uscire dal “tunnel”, magari cambiando lavoro o molto più semplicemente trovando sollievo fuori. Vivere tante realtà lavorative, ti permette di conoscere tante personalità diverse e soprattutto ti aiuta a crescere… o ad impugnare un kalashnikov e farli fuori tutti!!! 
In linea generale, i colleghi di lavoro si distinguono in “colleghi stretti” e “collaboratori”. Sembra non ci siano differenze, in realtà ci sono e solitamente non tardano a farsi notare. I “colleghi stretti” sono quelli che lavorano con te gomito a gomito, specialmente in un ambiente con tante persone. Sono quelli con i quali hai un rapporto più amichevole perché ci vivi per otto e forse più, ore al giorno. Sono quelli che dovrebbero conoscerti di più e che spesso di fanno inca**are perché, ovviamente, la vedono in modo differente dal tuo. Ci sta, sia chiaro. Capita che in gruppo di lavoro, si trovino spiccate personalità che rendono il team particolarmente unico! C’è il tipo menefreghista, quello che neppure la bora di Trieste potrebbe smuoverlo. E’ quello che sente, ma non ascolta. Quello che, mentre gli parli, sente le voci nella testa… tipo no woman, no cry... Terribile, e quando ti accorgi del personaggio, vorresti dargli una badilata in fronte, ma nella maggior parte delle volte, desisti e passi oltre. C’è il tipo sotuttoio, che in linea generale capisci subito che non sa propria una mazza. E’ quello che parla, sempre e comunque, spesso e volentieri a sproposito. Che si intrufola nelle discussioni più assurde, dove solo tu e probabilmente la CIA sono a conoscenza dei fatti. Eppure lui… si… lo sa bene! Perché l’ha visto da un amico o meglio ancora, l’ha provato nelle sue immense spalle da uomo vissuto. L’unica mossa da attuare nei suoi confronti, è l’accondiscendenza. Un po’ come i pazzi che tengono in ostaggio i dipendenti di una banca.“Tranquillo, andrà tutto bene… stai calmo!”
Attenzione! Dovrete esser accondiscendenti, ma senza dar corda, altrimenti innescherete una serie di stronzaggini atomiche che vi porteranno al delirio. C’è il fannullone, quello che, come il dizionario cita “persona pigra, che evita, in qualsiasi modo, di lavorare”. Quello è terribile, perché riesce a scomparire meglio di Batman nella notte, meglio di un cecchino pronto al tiro. E’ quello che, alla primo ostacolo, cerca di sviare gli impegni su qualcun'altro, che cerca scuse oramai banali, per rinviare tutto. L’indole del fannullone è difficile da cambiare e raramente riuscirete ad andarci d’accordo, se non siete come lui. C’è lo stacanovista, che conoscerete tutti. Io parlo di quello che lavora tanto e spesso troppo, ma non tanto per il piacere del lavoro in se, quanto per il “piacere” altrui. Lo stacanovista e il lecchino, potete trovarlo nella stessa persona. Quel personaggio che non perde occasione di sottolineare qualche mancanza davanti al superiore,oppure si lancia all’attacco del capo facendoli notare le inadempienze altrui. Pessimo elemento,vanto e neo di ogni azienda. C’è il grandissimo figlio di buona donna, quello che riesce ad avere due facce come il Barone Ashura (andate a leggere su Wikipedia!). Quello che con voi parla e sparla di un collega, mentre con l’altro fa altrettanto di voi. Quello che ride ad una vostra battuta, ma nello stesso tempo pensa che siete una grandissima testa di ca**o. Questo tipo di collega è più difficile da individuare nel gruppo, ma dopo aver focalizzato l’elemento, potrebbe essere sempre utile in futuro. Il GFDBD (per comodità) può trovare corrispondenza nella figura del collega donna. Capita che una collega, magari avvenente, utilizzi la tattica degli occhi dolci per risolvere un problema o semplicemente ottenere qualcosa in cambio. Questo sistema funziona nel 90% dei casi perché, si sa, l’uomo è abbastanza bestia e si lascia abbindolare da un dolce sorriso immaginando chissà che scenari libidinosi. In realtà si conclude tutto in un semplice grazie o al massimo un bacio sulla guancia.

I “collaboratori” sono sempre colleghi, ma un gradino sopra di voi. E’ il capo reparto, il responsabile del settore, il direttore, etc… Persone come voi, ma con responsabilità maggiori che spesso portano a pensare di avere capacità di giudizio universali su chiunque. Non sono facili da gestire e le diverse tipologie sopraelencate, posso andare bene anche per loro.

Insomma, l’ambiente di lavoro è la nostra seconda vita e spesso e pure la prima! Tante ore insieme a persone che a volte conosciamo meglio di marito, moglie, fidanzata/o, di parenti e amici. Alla fine dobbiamo sempre ricordare che si lavora per vivere e di certo non bisogna vivere per il lavoro. I nostri colleghi sono tali sino al momento in cui possono essere anche amici… altrimenti son colleghi e basta!   

mercoledì 24 aprile 2013

"L'insostenibile leggerezza dell'essere"... donna!

VOL. 2


Dove eravamo rimasti? Ah si! Le tranquille uscite con gli amici.. ahhhh... bei ricordi!
Studi delle migliori università del mondo, non potranno mai svelare la complessità della mente umana, in particolare quella del regno femminile. Uso il sostantivo regno non a caso, perché, se è vero che la donna è regina della cucina, è vero pure che regna in tutta la casa... "verso l'infinito ed oltre" (Buzz Lightyear - Toy Story). La sfera casalinga verrà affrontata in un volume separato.

Non stiamo ancora entrando in nessun girone dantesco, al massimo saremo nel Limbo. Parte così la nostra avventura sentimentale.

Spesso parte con una semplice telefonata. Beh, semplice non proprio visto che il gestore telefonico, grazie alle vostre chiamate, ha potuto elargire un bonus economico a tutti i suoi dipendenti! Ma agli inizi è così. Tutto fantastico, tranne quando si commette l'errore di dimenticarsi di farlo. Eh si, la chiamata diventa un dovere istituzionale, un dogma spirituale, una contrazione muscolare automatica che non può e non dove mancare ogni singolo giorno (anche più volte!). Perchè questa esigenza, spesso del tutto femminile? Questo è un mistero, ma non lo è la furia insostenibile che può causare! 

Beh, ci sono anche alcuni casi dove le parti sono capovolte (mi viene in mente una cara amica!), ma il DNA della donna è programmato per questo tipo di cose. 

Le donne hanno una percezione del tempo molto diversa dagli uomini. E' scientificamente provato che 8 donne su 10 hanno l'orologio fisso sull'ora solare quando dovrebbero portare le lancette un'ora avanti, altrimenti non si spiega che, un appuntamento fissato per le 20:00 da un uomo, venga interpretato  20:30, 21:00 da una donna. Non credo ci sia un fondamento di fisica quantistica capace di spiegare questo fatto, e tantomeno, non credo che Eistein, quanto postulò la teoria della relatività, stesse pensando a quando ci mette una donna a prepararsi per uscire.

Da questo momento in poi, la vita tra i due, sarà scandita da tempi completamente diversi!

Il classico esempio è quello delle "date da ricordare". Non mi riferisco, ovviamente, al Natale, alla Pasqua, la festa del papà e roba simile. Le date fondamentali posso essere le più disparate. Dal giorno in cui ci se è conosciuti, al primo bacio. Dalla prima uscita al primo film visto insieme. Si crea, di conseguenza, un "calendario" che va rispettato settimanalmente, mensilmente e annualmente. In questo marasma di date è più facile ricordare ogni singolo santo del calendario, rispetto ai singoli eventi di coppia. Lo so, lo so; se ci si vuol bene non dovrebbe esser difficile ne stressante, dover ricordare un paio di date. Il problema non sta nel ricordalo, il problema sta nel dimenticarselo! Infatti, questa spiacevole mancanza genera una serie di stati d'animo terribili (della donna):

Fase 1) stupore  
Fase 2) tristezza
Fase 3) ira/insulti in fila indiana
Fase 4) rinfacciamento dell'errore dai 2 ai 7 giorni dopo

In media, queste fasi, si presentano dopo aver toppato un paio di date di seguito (se la donna tiene in modo maniacale alla festa di San Valentino, dimenticare il 14 Febbraio potrebbe essere fatale!). Per mitigare o addirittura placare questa interminabile serie di eventi, serve una scusa di immane potenza. Usare una frase del tipo: "scusa amore, mi son dimenticato", è totalmente inutile. Meglio ripiegare sull'incidente stradale di un amico, della grave malattia di una nonna che vive a 100 chilometri da voi, oppure il classico sciame di cavallette (un cult d'altri tempi!).

"Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli"

VOL. 1


Per quanti pensassero che questa sia soltanto una citazione Tolkieniana, si sbagliano!
L'unico Anello non è quello che portava Frodo al Monte Fato. Parlo di un Anello ben più importante... quello all'anulare della mano sinistra!
Come tanti, ma non tutti, gli uomini "liberi", l'Anello del potere incatena migliaia di poveri esseri maschili ad una vita rovinosamente triste e buia. Il Monte Fato è nulla rispetto alle ire di una donna in preda alle fasi lunari. Neppure un sorriso può placare la furia di una femmina che nota il disordine di una habitat asettico. A nulla serve un regalo dell'ultimo momento contro la palese inadempienza dell'uomo, nella corretta scelta cromatica nel vestire. Eppure, in un meccanismo strano, in un alchemistico incontro, l'uomo e la donna decidono di unirsi nel sacro vincolo del matrimonio.

Tutto nasce per gioco, nella completa incoscienza, quando ci si incontra. Mai e poi mai si pensa al terribile errore che, di li a poco (dipende dai casi), unirà la vita di due persone completamente felici di essere single (quest'ultima frase è prettamente legata alla vita del maschio!). 
All'inizio ci si vede solo per chiacchierare, bere qualcosa e sorridere insieme. Si sorride spesso, anche per le cose più futili. Il tempo passa e si condividono aspetti diversi della vita, l'uno dell'altra. A volte ci si imbatte in cose che non coincidono con il nostro modo di fare ma, chissà perché, si lascia perdere. Qui nasce l'errore decisivo. Lasciar perdere queste cose significa dare il lasciapassare per l'Inferno. E' come autorizzare un camionista a sorpassare tutti usando la corsia di emergenza sul Grande Raccordo Anulare. Il disastro non tarderà ad arrivare! 
Tutto questo è ancora poco, da quell'istante in poi rimpiangerete la DeLorean del Doc Emmett Brown (Ritorno al Futuro),e la possibilità di tornare indietro nel tempo e cancellare tutto!

Siamo all'inizi, ed ancora si esce insieme con gli amici. Una pizza, una serata in spiaggia a cantare con la chitarra, un cinema il sabato. Ancora ci si diverte condividendo tante cose... ancora per poco!!! Sapete perché? Perché, nel giro di breve tempo (dipende da quanto incide la frollatura dei genitali!), non sarà poi così scontato. 
La partitina di poker, piuttosto che quella di calcetto, sarà fatta pesare come un macigno ogni singola volta che verrà usata una frase del tipo: "non è che ti dispiace se esco con gli amici", e lei esordirà dicendo: "ma no, scherzi?". Il quel preciso istante non hai ancora ben focalizzato il dramma che sta per compiersi, perché sei preso dal resto della serata, ma stai certo che prima o poi (spesso prima che poi), ti verrà rinfacciato sino alla fine dei tempi!

Solo i primi mesi...

Al prossimo volume...